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Esporre i più piccoli ad episodi di bullismo e favorire una precoce ed errata scoperta del proprio sesso, sono le accuse rivolte alla Mattel per il sito Barbie Girls. Critici sostengono che il portale community può potenzialmente scatenare fenomeni di bullismo e facilitare l’insorgere di disordini alimentari nelle bambine.
Al sito Barbie Girls virtual community, bambine di tutto il mondo possono creare il loro personaggio virtuale, disegnare l’abbigliamento e make-up così come partecipare a conversazioni online con altri membri registrati alla community, tramite chatrooms. In apparenza niente di troppo pericoloso dunque, se non un’efficace strategia di marketing per fidelizzare le consumatrici al prodotto, sfruttando le potenzialità della Rete. Tuttavia, alcuni critici hanno ritenuto che il sito promuovesse immagini e contenuti inadeguati per consumatori psicologicamente troppo fragili come bambine di 6 anni. Il sito incoraggerebbe le utenti a maturare troppo velocemente sia da un punto di vista sessuale che “stilistico”. Al giorno d’oggi i giovani hanno libero accesso ad informazioni che,senza remora alcuna, sarebbero state filtrate o censurate dai genitori di 10 anni fa. Il dottor Aric Sigman, dal British Psychological Society, sostiene che “le bambine apprendono il significato del sesso precocemente e siti come questi incoraggiano a dare più importanza alla propria immagine e aspetto formale (come vestiti e make-up) piuttosto che ad altri valori più profondi, forzando una precoce affermazione del proprio sesso”. Inoltre, immagini di bambole dalla silouhette perfetta come Barbie sono causa iniziale di diversi disordini alimentari o problemi di autostima nelle più piccole.
Il sito Internet, accessibile al link www.BarbieGirls.com, dispone di diversi filtri e protezioni contro pedofili o visitatori esterni, tuttavia Chris Cloke, direttore del NSPCC Child Protection Group, afferma che i dialoghi e le relazioni che si instaurano fra le bambine in queste chatrooms possono essere rischiosi. “Il bullismo online sta rapidamente crescendo e NSPCC ritiene importante definire una strategia per limitarne l’impatto sulla psicologia infantile” e, continua, “è un vero ed importante fenomeno che deve essere controllato monitorando siti come questo, in modo che i bambini possano essere realmente protetti”. Barbie Girls virtual community si espanderà ulteriormente quest’autunno con l’apertura in altri 12 Paesi, compresa l’Italia. Auspicabile è che si pervenga dunque ad un giusto equilibrio fra promozione di un prodotto che affascina da sempre il mondo giovanile e salvaguardia di valori fondamentali per i più piccoli.
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